Bioetiche

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Bioetica: il ruolo dell’argomentazione filosofica

Stampa PDF

Una delle prime cose che possiamo affermare con sicurezza riguardo alla bioetica è che questa rappresenta un campo del sapere di natura interdisciplinare.

I dibattiti di bioetica richiedono competenze sempre più svariate, che vanno dall'ambito medico a quello giuridico a quello filosofico.

In questo sito intendo affrontare le questioni di etica pratica da un punto di vista quasi esclusivamente filosofico; mi rendo conto dei grandi limiti di una lettura unilaterale di questa disciplina, la quale attinge a svariati ambiti del sapere, ma la mancanza, da parte mia, di competenze specifiche in altri settori non mi permette di fare diversamente.
Di conseguenza, nonostante le mie riflessioni sui temi bioetici abbiano un approccio filosofico, tenterò di inserirle, per quanto mi sarà possibile, in un contesto interdisciplinare, come questa materia necessariamente richiede, rimanendo però della convinzione che senza riflessione filosofica non esista dibattito bioetico.

Ciò che mi preme mettere in evidenza è il ruolo che svolge l'etica, come parte della bioetica, nel determinarne il metodo; risulta quindi del tutto insensata la pretesa di coloro che vogliono occuparsi di bioetica senza fare i conti con le questioni che si è posta o che si sta ponendo l'etica. Senza riflessione filosofica non si può fare bioetica dal momento che c'è una pericolo intrinseco a questa disciplina, quello della banalizzazione.
Generalmente ai problemi di bioetica noi abbiamo delle risposte intuitive, ma spesso poi non siamo capaci di spiegare o argomentare le nostre scelte. Proprio per questo motivo è indispensabile prendere in considerazione due aspetti fondamentali dell'approccio filosofico alla bioetica per poter evitare la banalizzazione, a cui questa disciplina facilmente incorre:

  • Argomentazione: saper sostenere una tesi, rispondere ai perché in modo autonomo; la mancanza dell'argomentazione sottrae la bioetica al campo della filosofia;
  • Coerenza: sia rispetto ai principi che adottiamo, sia rispetto al significato che attribuiamo ai concetti.

Quando si discute di bioetica non si possono ignorare questi due criteri, cioè non si può essere né incoerenti, né dogmatici.
Allo stesso modo è da evitare il ricorso all'autorità, propria o altrui (è così perché l'ho detto io!) dal momento che è il modo per annullare la discussione quindi qualsiasi possibilità di soluzione e confronto.

Le questioni di cui si occupa la bioetica sono questioni di vita e di morte, e già partendo da qui ci troviamo difronte a giudizi non unanimi. Definire che cos'è la vita, quando ha inizio, sono problemi che danno luogo a soluzioni non sempre universalmente condivisibili; è per questo che definire la vita e la morte è un problema filosofico.

I concetti di vita e di morte possono avere dei significati diversi anche all'interno della stessa cultura; sicuramente non è possibile rispondere in maniera universalmente accettabile al seguente interrogativo:

"Quando si può parlare di vita a livello di essere umano non solamente cellulare?"

Altrettanto complessa è la questione sulla morte, dal momento che, per i progressi della moderna medicina, la morte potrebbe diventare una scelta (problema dell'eutanasia: staccare le macchine che ci tengono in vita?); il morire non è più solamente la fine della vita, morire in un modo piuttosto che in un altro non è irrilevante per la vita che si è vissuta.

Ma ciò che mi preme sottolineare è che la bioetica in quanto parte dell'etica ne condivide la pretesa di assumere un punto di vista generale ed imparziale. Portare sul piano filosofico la bioetica significa accettare che la filosofia morale ha un suo peso e valore, significa riconoscere che l'etica ha a che fare con la realtà, ed è fondamentale che in una disciplina che ha a che fare con valutazioni morali, le nostre posizioni tendano ad avere una risposta ampia, generalizzata, tendano praticamente ad essere universalizzabili.

La bioetica deve quindi evitare di incorrere in una prospettiva scettica e relativista, secondo la quale ogni risposta è valida e quindi in un'assemblea la decisione finale viene affidata al principio maggioritario, cosa non facile dal momento che in bioetica il rischio del relativismo è molto forte e può assumere diverse forme, una delle quali è l'emotivismo, concezione dominante nell'etica soprattutto intorno agli anni Sessanta.

La maggior parte delle prospettive e delle argomentazioni utilizzate nel dibattito bioetico hanno un carattere teorico, cioè tentano di suggerire modelli normativi che giustifichino razionalmente determinate valutazioni o determinate scelte pratiche; questa posizione è stata ripetutamente criticata a causa dell'insoddisfazione che genera per la sua astrattezza e per l'incapacità di valutare la particolarità delle situazioni e la specifica sensibilità delle persone coinvolte.

Le più influenti teorie morali che popolano il campo della riflessione bioetica sarebbero quindi troppo lontane dalla realtà, peccherebbero di un eccesso di teoria; infatti le maggiori critiche rivolte a queste vertono sulla loro astrattezza, sul riduzionismo, ovvero sul ricondurre tutte le considerazioni morali ad uno o pochi principi generali, che ognuno dovrebbe impiegare nel ragionamento pratico, sull'impersonalità, cioè la mancanza di aderenza alle circostanze e alla sensibilità del soggetto.

Ma nonostante alcuni eccessi a cui una trattazione filosofica molto astratta, generale e inconcludente può spingersi siano assolutamente da evitare e condannare, d'altra parte non possiamo nemmeno sottrarre il dibattito bioetico a quelle teorie morali che possiedono le caratteristiche della coerenza e della normatività, dal momento che la bioetica è una riflessione su ciò che è giusto, doveroso, buono, di conseguenza non può prescindere dalle definizioni che sono state date a questi concetti nell'ambito dell'etica, né dal modo in cui la filosofia ha argomentato intorno ad essi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Ottobre 2008 19:42