Bioetiche

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Peter Singer: La vita come si dovrebbe.

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Peter Singer: La vita come si dovrebbeAutore: Peter Singer
Titolo:
La vita come si dovrebbe
Editore: Il Saggiatore
Anno di pubblicazione: 2001
Pagine: 384
Costo: 18.59 €

Argomenti Trattati: Definizione dei contenuti e del ruolo dell’etica; questione animale; eutanasia; critica all’etica della sacralità della vita.

Destinatari: Peter Singer è stato definito un “filosofo per non filosofi”, la sua scrittura è schietta, diretta e libera da “fronzoli” filosofici, cosa che la rende accessibile anche ad un pubblico di non esperti del settore. Ma attenzione a cogliere la vena polemica, in realtà non troppo sottile, che anima le sue discussioni, si rischierebbe altrimenti di banalizzare e, molto probabilmente, di rifiutare in maniera acritica, tesi troppo lontane dal nostro comune senso morale, le quali nella maggior parte dei casi hanno solo lo scopo di mettere in luce le mancanze di un etica ormai incapace di rispondere alle esigenze di un mondo in rapida evoluzione. Purtroppo il libro è fuori catalogo di conseguenza è possibile reperirlo solo nelle biblioteche.

Osservazioni: Il testo rappresenta una valida sintesi del pensiero di Peter Singer raccogliendo passi tratti da interviste, lezioni ed opere precedentemente pubblicate dall’autore. In particolare in questo libro ritroviamo gli interrogativi sul ruolo dell’etica e sulla necessità del “vivere eticamente” precedentemente posti in “Etica Pratica” e i passi più salienti di “Animal Liberetion” testo che ha consacrato Peter Singer a leader del movimento animalista internazionale. L’oltranzismo utilitarista di questo “irriverente” filosofo è riassumibile nelle quattro tesi che troviamo nell’Introduzione de “La vita come si dovrebbe”, indicate dall’autore stesso come pilastri portanti della sua riflessione etica, e qui di seguito riassunte:

  • Il dolore è sempre negativo;
  • Gli esseri umani non sono gli unici capaci di provare dolore, ma questa condizione appartiene anche alla maggior parte degli “animali non-umani”;
  • Nel soppesare la gravità dell’atto di togliere una vita, bisogna prescindere da: razza, sesso, specie, ma analizzare altre caratteristiche dell’essere che verrebbe ucciso: suo desiderio di continuare o meno a vivere, qualità della vita che sarebbe in grado di condurre;
  • Tutti noi non siamo responsabili solo di quello che facciamo, ma anche di quello che avremo potuto impedire o che abbiamo deciso di non fare.

Molte delle tesi sostenute da Singer sono difficilmente condivisibili, sono eccessive, sono lontanissime dal senso morale tradizionale, ma nonostante tutto non possiamo non riconoscere a Singer il merito di costringerci a riflettere su problemi di grande urgenza pratica e ad andare a trovare risposte meno convenzionali, anche al di là di un’etica tradizionale la quale dimostra sempre di più di non riuscire a stare al passo con i progressi dell’uomo.

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Ottobre 2008 09:52  

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