Bologna sabato 28 giugno l'orgoglio omosessuale è pronto a scendere in piazza al grido di "parità, dignità, laicità e libertà". A due giorni dalla manifestazione nazionale non mancano, come c'era da aspettarsi, le polemiche, ma la comunità GLBT sa reagire.
Non sarà presente la bella ministra Carfagna, reduce da dichiarazioni a dir poco vergognose sul Pride di Roma, ma il Gay Pride di Bologna si è guadagnato un'altra madrina d'eccezione, e dire che ci ha guadagnato è un eufemismo, l'astrofisica Margherita Hack, la quale parteciperà alla manifestazione con un video sulla necessità di difesa delle minoranze, così parla in una intervista tratta da Repubblica: "I gay sono una minoranza che ha il diritto di vedere riconosciuti i propri diritti. Le coppie gay devono essere esattamente come tutte le altre, riconosciute per legge".
Invitato alla manfestazione, ma non credo ne prenderà parte, anche il cardinale Carlo Caffarra, che più volte ci ha messo in guardia sulla grande pericolosità sociale rappresentata dagli omosessuali, e non ha mancato di ricordarcelo neanche alla vigilia del Pride, ribadendo la sua condanna sulle pagine di Bologna Sette, supplemento domenicale de L'Avvenire.
Caffarra con un lessico aristotelico-tomista, da buon teologo morale, ha condannato la non-naturalità del rapporto tra persone dello stesso sesso e ci ha , per l'ennesima volta, ricordato la pesante minaccia che le coppie omosessuali rappresenterebbero per la tanto osannata famiglia tradizionale.
(Caffarra "I rapporti omosex un pericolo sociale")
Condanna pesante ed un accanimento incomprensibile da parte di una Chiesa che esclude ed allontana!
Un vero stato laico, dovrebbe concedere ai gay il diritto di veder riconosciute le loro unioni, dovrebbe condannare l'omofobia e la discriminazione, ma soprattutto dovrebbe sottrarre alla Chiesa il monopolio dell'etica, che questa rivendica per sè in nome della intrinseca "naturalità " e "razionalità" dei suoi argomenti.
A Bologna sabato sfilerà un corteo che sacrificherà la sobrietà, in nome della libertà e della laicità; qualcuno potrebbe offendersi ed accusare i partecipanti alla manifestazione di "volgarità", come ha fatto il nostro ministro della Pari opportunità, qualcun altro potrebbe sostenere che una manifestazione così carnevalesca e colorita, dove regnano l'irriverenza e la provocazione sessuale, piuttosto danneggi l'immagine della comunità GLBT, io personalmente penso che dietro un rito così eccessivo, dietro pizzi e paillette si nasconda un grande grido di liberazione.
Per chi volesse essere sabato 28 giugno al pride nazionale a Bologna: www.bolognapride.it





