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La commissione di Bruxelles sulla nomina dei docenti di religione in Italia

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La commissione di Bruxelles accoglie un esposto sulla nomina dei docenti di religione in Italia ricevuta da un pool di Radicali che denunciano le modalità di reclutamento dei docenti come contrarie alle normative comunitarie.

Sappiamo che in Italia gli insegnanti di religione, anche quelli delle scuole pubbliche, sono nominati dai vescovi, secondo una prassi che è in vigore dal 1929, anno in cui Mussolini e il cardinale Gasparri, firmarono i Patti Lateranensi e confermata nel 1985, quando Bettino Craxi rinnova i Patti.
Questa forma di reclutamento violerebbe il principio di uguaglianza dei cittadini e la direttiva comunitaria secondo la quale un lavoratore non può essere discriminato per ragioni fondate sulla sua religione.

Ma è veramente sconcertante vedere quali sono le differenze di trattamento tra un professore di religione ed uno di altre materie. Chi vuole insegnare oggi deve intraprendere un percorso lungo, costoso ed incerto, dopo i tre anni della laurea di base, seguono altri due di specialistica ed ancora un biennio di formazione, ssis, che prevede tirocinio, frequenza obbligatoria ai corsi (praticamente inconciliabile con un lavoro), più di 3 mila euro di tasse, e come risultato anni ed anni di precariato! A chi insegna religione invece basta la nomina vescovile!

È vero che con la riforma Gelmini le ssis non esisteranno più, ma le discriminazioni rimangono, ad esempio un ateo non potrà mai insegnare religione, è questa è a tutti gli effetti una discriminazione nei confronti di chi non è credente!
Ma c'è di più, la disparità di trattamento riguarda anche la sfera economica, un insegnante di religione precario guadagna di più di in insegnate di italiano o di matematica nelle sue stesse condizioni, in particolare ha un aumento del 2,5% del suo stipendio ogni due anni.

E mentre con la sua riforma, molto discutibile, per usare un eufemismo, il ministro Gelmini, taglia fondi e cattedre, ci rassicura però che i docenti di religione non verranno toccati!

Ma forse qualcosa si sta muovendo anche nell'altra direzione: arrivano le prime denunce (Aumenti solo ai docenti di religione) e la Commissione europea, pur non avendo ancora intrapreso una procedura formale contro l'Italia, ha però espresso seri dubbi sulla legalità di questa nostra legge. Ci auguriamo che il caso non venga archiviato, soprattutto per rispetto a quegli insegnanti delle "altre materie" che hanno fatto sacrifici per raggiungere i loro obiettivi professionali o che li stanno ancora facendo.

 

Per approfondire la notizia: Dubbi UE sui docenti di religione: Assunti per fede, L'Italia spieghi

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Novembre 2008 14:33  

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