Ieri la Cassazione ha respinto il ricorso della procura di Milano sul caso Englaro: l'alimentazione e l'idratazione possono essere legalmete sospese. Ieri finalmente è stato riaffaermato un diritto fondamentale dell'essere umano, quello di poter decidere della propria vita.
Eluana è in stato vegetativo permanente da sedici anni, anni in cui le sue volontà sono state ricostruite ed in cui i suoi genitori hanno lottato per vederle realizzate.
Rifiutare le cure mediche è un diritto nel nostro paese, Eluana non morirà di fame e di sete per la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, Eluana è morta sedici anni fa. Eppure invece del rispetto per il dolore, invece di far calare il silenzio sul dramma personale di una famiglia, si è scatenata una bufera politica.Tutti sono pronti a dire la propria: politici di destra e di sinistra e naturalamente la Chiesa.
La Chiesa è chiamata a esprimere la sua posizione su temi morali, è chiamata a dirigere i credenti in merito a scelte che mettono in gioco variabili etiche, ma non può pretendere di imporre i suoi comandamenti anche a chi non è credente, non può pretendere di sostituirsi alla legge dello Stato laico.
Nel caso Englaro la Chiesa si è espressa con una certa violenza verbale, assumendo una posizione che sembrerebbe essere quasi in contraddizione con la propria dottrina teologica che vede la morte come un evento naturale e facente parte del disegno divino. La Chiesa che si è sempre schierata contro la presenza della scienza e delle tecnologie nella vita umana, adesso invece si batte perchè "l'atificiale" prolunghi una vita che si sarebbe naturalmente già conclusa.
Parole infuocate e pesante retorica per difendere la "Vita", per difendere un vuoto concetto di "Vita" , che prescinde dalla qualità, che prescinde dal rispetto dell'autonomia di ogni singolo individuo.
La sentenza della Cassazione di ieri interrompe un lungo accanimento terapeutico, ma si parla di omicidio, di pena di morte, proprio da parte di chi, come la Chiesa, della "vera" pena di morte non si è mai occupata, o almeno non con tanta veemenza. Ma l'opinione pubblica, la maggiornza dei cittadini italiani sono dalla parte dei genitori di Eluana, forse inquietati da questa nuova prospettiva che oggi la medicina ci prospetta, quella della vita "da vegetali".





