Eluana muore alle 20:10 nella clinica "la Quiete" dove era ricoverata, clinica assediata dalle perizie dei Nas, dai militanti cattolici e dai rappresentanti del Movimento per la Vita.
Eluana è morta mentre il padre, che aveva dedicato gli ultimi 17 anni della sua vita ad interrogarsi sul bene della figlia, non era con lei, si trovava a Lecco, domani avrebbe dovuto presentarsi ad un processo, volevano togliergli la patria potestà.
Eluana è morta mentre in Parlamento si discuteva un disegno di legge "lampo" ed incostituzionale con il quale il nostro Presidente del Consiglio tentava in extremis di salvargli la vita.
Il dramma di Eluana e della sua famiglia è stato strumentalizzato in una maniera indecente e vergognosa.
Mentre il Vaticano parla di omicidio e in Parlamento si osserva un minuto di silenzio per poi ricominciare ad accusarsi e a straparlare senza alcun diritto, senza alcuna competenza, senza alcun rispetto, Eluana è finalmente libera, così come lei voleva essere.
Purtroppo tante sono le persone che oggi si trovano in condizioni simili a quelle di Eluana, c'è quindi l'esigenza di colmare un vuoto legislativo, o di applicare correttamente una legge che già esiste, quella sul rifiuto delle cure mediche, anche future.
Profondo rispetto per Beppino Englaro che si è battuto perché sua figlia e le prossime Eluana potessero avere il diritto di scegliere, gli auguriamo adesso quel silenzio che da tanto cercava.






Commenti
Lasciamo perdere cosa sia giusto, se morire o no, ma facciamola una legge, che permetta oppure no, così ci si può regolare di conseguenza.
Come accade spesso in questi casi, qualcuno deve soffrire per portare alla luce situazioni difficili che meritano la giusta attenzione, ma speriamo che almeno tutta questa storia serva a far cambiare le cose. Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
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