32 anni fa le donne italiane ottenevano una grande conquista: l'approvazione della legge 194 sull'interruzione di gravidanza.
Oggi si avverte la necessità di un ulteriore avanzamento sulla strada della libertà e dell'autodeterminazione.
Per un autentico riconoscimento della libertà procreativa delle donne l'aborto dovrebbe essere realmente disponibile e non affidato alla discrezionalità della coscienza del medico che di fatto ne limita l'accessibilità.
Le nuove tecnologie, come la RU486, dovrebbero agevolare le donne nell'esercizio della loro libertà procreativa.
Dopo 32 anni c'è bisogno di rinvigorire i diritti acquisiti e di fare altri passi in avanti. È ora allargare la libertà delle donne!






Commenti
Io auguravo il buon compleanno a quanti erano vivi ma poi, grazie alla 194, non sono mai nati.
Quanto agli esseri umani in potenza, non hanno diritti per il semplice motivo che non esistono ancora, e pertanto non c'e' niente da tutelare. Nel momento in cui cominceranno ad esistere, andrebbe loro garantito almeno il diritto alla vita. Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
La maggior parte delle donne che vanno ad abortire sono donne che si sono trovate incinta per irresponsabilit à! mi chiedo SE è possibile evitare di mettere in atto il concepimento usando delle precauzioni. Come lei dice, noi ormai abbiamo le redini della nostra vita e se vogliamo fare un nostro progetto responsabile, dobbiamo anche evitare di coinvolgere nuove persone alla quale poi butteremo nel cestino della spazzatura perché non ci fa comodo in questo nostro importantissimo "progetto di vita"… la nostra libertà finisce quando inizia quella di un'altro individuo. Poi parliamo tanto della morale, le donne mezze nude e di "dignità" quando in realtà non rispettiamo neanche la vita di un essere umano, abortendo con lui anche i suoi diritti. Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
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